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COSA SI TROVA DIETRO LE CANNE DI FACCIATA

 

La maggior parte delle persone, talvolta anche esperti di altre arti, non immagina neppur lontanamente che cosa si trovi dietro le poche decine di canne della facciata di ogni strumento. La cassa di un organo è solo un involucro, per quanto più o meno bello e ricco di decorazioni. Nella realtà è uno scrigno di tesori progettuali magnifici, tecnici e strutturali, nonché acustici, nascosti sotto le apparenze assai umili di una miriade di altre canne, fatte suonare da una foresta incredibile di valvole, tutte a perfetta tenuta d’aria, di leve, tiranti, barre scorrevoli o ruotanti su se stesse, di vento veicolato in centinaia e centinaia di condotti, a volte di pochissimi millimetri, che permettono allo strumento di vivere.

Il complicatissimo, geniale sistema, costituito da diverse decine di migliaia di pezzi unici, confluisce verso il posto di comando, rappresentato dalla consolle, il luogo dove siede l’organista. Queste fotografie, ma soprattutto la sezione laterale di uno strumento di medie dimensioni, con la figura maschile in piedi presso lo sgabello, danno l’idea della estrema complessità, della solidità e nel contempo delicatezza dell’intero progetto meccanico e sonoro.

Ecco svelata la ragione per la quale il restauro di un organo si configura come operazione assai più lunga e complessa di quella riguardante un determinato tipo di opera d’arte, come sarebbe una tela, un affresco, una scultura o un manufatto ligneo o metallico. In ogni organo tutte queste componenti sono presenti e riassunte. Oltre al recupero, al risanamento e completo controllo dell’efficienza di ogni singolo pezzo, si deve considerare il fatto, altamente specialistico e assolutamente unico nel campo, del recupero delle sonorità storiche od originali delle varie epoche. Questa operazione esclusiva, viene affidata ancora oggi alla trasmissione di esperienze immateriali e segreti di bottega assai antichi, racchiusi nella corretta intonazione dei timbri (la selezione armonica) di ogni singola canna e una perfetta tenuta dell’accordatura.

La inimitabile voce di ogni organo, unica e irripetibile è quindi il risultato, generato dalla grande macchina meccanica, di una vera e propria architettura sonora, la cui struttura è costituita da una enorme quantità di frequenze acustiche. Queste da sole o combinate ad arte dalla sensibilità dell’artista creatore, generano timbri affascinanti ed armonie sublimi che non di rado danno la sensazione del “divino”.