La famiglia Polizzi

Damiano Polizzi

1836-1911

Michele Polizzi Senior

1861-1936

Agostino Polizzi

1881-1960

Michele Polizzi Junior

1910-1991

La storia degli organari Polizzi e le ragioni del loro successo

 

 

Il legame diretto tra la “Regia Fabbrica Nazionale Privilegiata d’Organi Fratelli Serassi di Bergamo” e la Casa d’organi della Famiglia Polizzi costituisce uno dei più profondi cambiamenti dell’arte organaria siciliana del XIX secolo.

 

Michele Polizzi senior nasce a Caltanissetta nel 1861; primogenito di Damiano, organaro, apprende sin da ragazzo tale arte dal padre che, dopo aver frequentato a lungo la bottega dell’organaro nisseno Pasquale Gueli, si era messo in proprio. Nel 1881 Michele viene chiamato a prestare il servizio militare a Bergamo, sede della Famiglia Serassi. In quella occasione ha la grande opportunità di poter frequentare per tre anni la Rinomata Fabbrica apprendendo, in particolare, la tecnica di costruzione dei somieri a vento (all’epoca in Sicilia è in uso ancora l’antico somiere a tiro), nonchè l’arte del costruire le canne ad ancia, necessarie per realizzare gli “organi - orchestra” della scuola lombarda.

 

Nel 1885 Casimiro Allieri, capofabbrica e socio di Ferdinando Serassi, che qualche anno prima ha realizzato il grandioso “Organum Maximum” del Duomo di Ragusa Ibla, viene nuovamente chiamato in Sicilia per la costruzione del grande organo a quattro tastiere per il Duomo di San Giorgio in Modica Alta (Ragusa).

Necessitando di maestranze specializzate, l’Allieri richiama a Modica Michele Polizzi, dando origine ad una feconda collaborazione. Nel 1888 Michele Polizzi costruisce  proprio per conto dell’Allieri l’organo della Chiesa di San Vito in Chiaramonte Gulfi (Ragusa).

 

Michele Polizzi, intanto, decide di stabilirsi definitivamente a Modica e nel 1891 firma il suo primo organo per la Chiesa Madre di Rosolini (Siracusa), cui segue un’intensa attività di costruzione di numerosi altri organi che, pur dotati di spiccata personalità, restano fedeli al modello serassiano. Nasce così il ramo ibleo della Famiglia Polizzi mentre il padre Damiano insieme ai figli Giuseppe e Vincenzo continua la propria attività a Caltanissetta.

 

Nei primi anni del ‘900 Agostino, l’ultimogenito di Damiano, si trasferisce a Modica per lavorare insieme al fratello Michele costituendo nel 1910 la società “Michele e Agostino F.lli Polizzi”. Pur proponendosi come fabbrica di organi liturgici pneumatico‑tubolari in ossequio alle nuove tendenze dell’epoca, in verità i Polizzi non abbandoneranno mai le tecniche costruttive caratteristiche dei Serassi. Fino ai secondo conflitto mondiale, salvo rare eccezioni, costruiscono organi a trazione meccanica con somieri a vento “alla lombarda”, utilizzando la trasmissione pneumatico‑tubolare solo per i prolungamenti, talora per la basseria e l’azionamento dei registri, mantenendo parte delle sonorità tipiche serassiane, tra le quali il “Flauto ottaviante”.

 

Tra i figli di Agostino si distingue ben presto Michele junior, nato a Modica nel 1910, che si forma alla bottega di famiglia. Dopo la morte nel 1936 del fratello Michele senior, che non lascia eredi, Agostino continua l’attività insieme ai figli Michele junior e Mario, quest’ultimo dedito quasi esclusivamente alla parte amministrativa, fino al 1957, quando Michele jr si mette in proprio.

 

Michele Polizzi iunior continua l’attività fino al 1974 nel laboratorio di Via Volpino a Modica Alta, ricco degli attrezzi di famiglia, alternando la costruzione di nuovi strumenti ai restauri; in seguito, pur dichiarandosi in pensione, trascorre ancora buona parte delle sue giornate nella vecchia amata bottega tra canne e somieri realizzando opere di modeste dimensioni. La svolta avviene negli anni ‘80 dello scorso secolo quando conosce quello che diventa in breve l’unico allievo e depositario dei segreti di bottega, Antonio Bovelacci, trentino di nascita e ragusano di adozione, già specializzato in elettroacustica musicale che, dopo la morte del Maestro avvenuta nel 1991, prosegue l’attività in quella stessa bottega, assieme al figlio Alessandro.

 

In cento anni di attività il ramo ibleo della Famiglia Polizzi costruisce circa 120 strumenti, il ramo nisseno quasi un centinaio, tutti ben noti ed apprezzati per affidabilità, personalità ed eufonia.

Uno dei segreti del loro successo è dato dal fatto che questi artigiani oltre all’amore per il loro mestiere hanno costruito praticamente tutto in proprio, rifuggendo dall’uso della componentistica industriale già disponibile dai primi anni del ‘900, intuendo che tale soluzione avrebbe fatalmente spersonalizzato le loro opere.

 

Numerosi artisti di chiara fama, quali Luigi Bottazzo, Dino Sincero, Marco Enrico Bossi, Ulisse Mattey, Alessandro Gasparini, hanno apprezzato e collaudato i loro strumenti, tra i quali ricordiamo l’organo della Chiesa Madre di Rosolini (SR), della Chiesa S. Maria La Nova in Scicli (RG), della Chiesa S. Maria Maddalena in Buccheri (SR), della Cattedrale di Siracusa, della Chiesa Madre San Pietro di Modica (RG), della Chiesa Madre di Mazzarino (CL), della Chiesa San Francesco all’Immacolata in Messina, della Chiesa San Francesco d’Assisi in Trapani, del Santuario Maria SS. Ausiliatrice in Adrano (CT).

 

Nella pagina successiva il documento che attesta la collaborazione fra Casimiro Allieri e Michele Polizzi Sr.

 

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